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PARACADUTISMO |
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Il primo lancio in tandem, con i
paracadutisti dell'Aeroclub
Albatros di Genova |
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12 Giugno 2009, ultimo giorno di
scuola.
Festa in classe con aranciata e patatine o "qualcosa di
diverso"?
Lancio col paracadute a Casale, che diamine!
Per alcuni alunni, qualche amico e genitori, prof... niente di
pensato e organizzato, ci siamo semplicemente uniti ai
paracadutisti dell'Albatros e ci siamo lanciati con loro.
Prima un minimo di briefing... Le istruzioni fondamentali su
come uscire dall'aereo, la posizione da tenere in volo (qui si
parla sempre di volo, quasi mai di caduta).
Poi si indossano le tute (a 4.000 metri, è facile, 4x6=24, la
temperatura sarà 24°C più bassa che al suolo, e qui siamo si e
no a 25°C!) anche se il tempo per patire il freddo non ci
sarà, con tutta l'adrenalina che sta entrando in circolo.
Sino a 4.000 metri seduti per terra o su una panchetta, poi un
po' per volta... il lancio nel vuoto. |
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Un secondo, forse due... L'accelerazione della caduta, il
senso di vuoto allo stomaco... Poi è ... è .... VOLARE.E'
di nuovo volare, e non c'è più nessuna paura, solo la
sensazione di volare sospesi nel cielo. Diventa automatico
cercare con lo sguardo il campo, i punti notevoli che abbiamo
comunque annotato dopo il decollo... Ora ci sono, muovo appena
la mano e ruoto leggermente, sino ad avere il campo di fronte
a me.
!500 metri, è passato un minuto, più o meno, a 250 km/h.
Tiro la maniglia e il paracadute si apre.
Un colpo notevole, direi.
Poi la planata al campo, pilotando il paracadute come già il
parapendio, solo un po' più ripida la planata.
E poi a terra, posandoci dolci e leggeri come se sotto i piedi
non dovessimo rompere un tappeto di uova... |
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Una giornata diversa, perché no?
Anche questo è volare, giocare con l'aria, la quota, il vento,
le proprie emozioni...
Anche questo è un modo per entrare, anima e corpo, nel mondo
del volo. |
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