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Dal 1954 la base di Aviano è una base NATO.
Gestita dai controllori dell'AMI, ospita il 31° Fighter Wing
USA.
Oggi la base ospita circa 8.000 tra piloti, tecnici e
operatori vari USA e qualche centinaio di militari italiani.
Anche se la base ospita permanentemente solo caccia F16,
durante le sempre più frequenti contingenze internazionali ha
ospitato Awacs, Galaxy, F15, F117, A10 ed A6. |
La visita inizia nella
immancabile aula briefing dove ci è stata illustrata la storia
e la funzione della base, e e dove siamo stati istruiti sulle
disposizioni di sicurezza che avremmo dovuto rispettare.
Tra queste, come sempre in una installazione militare, le
limitazioni alle riprese fotografiche.
Quindi siamo stati accompagnati in sala radar e in torre di
controllo. E si, perché ad Aviano, se sono gli F16 dell'USAF a
volare, sono i controllori dell'AMI a gestirne il traffico.
In sala radar ci sono state illustrate le funzioni del radar
primario e secondario e del radar di precisione, utile per la
procedura di atterraggio assistita (roba che si fa solo negli
USA). Con tale procedura, oltre a disporre del classico ILS,
il pilota è seguito passo passo da un controllore che gli
fornisce istante per istante le istruzioni per mantenere il
corretto sentiero di discesa sino all'atterraggio. |
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Viste le installazioni in torre (abbiamo potuto seguire
l'atterraggio di un Galaxy), aula di simulazione compresa
(usata per l'addestramento), ci siamo trasferiti agli hangar,
in prossimità della testata pista, dove erano schierati gli
F16, uno dei quali appositamente preparato per la nostra
visita.
Vietato fotografare l'interno del cockpit , vietato entrare
nell'abitacolo, ma per il resto libero accesso a tutto.
Il nostro accompagnatore (AMI) in italiano, e i tecnici e
piloti americani, in inglese, ci hanno mostrato il Fighting
Falcon in ogni dettaglio, e quindi i Sidewinder, gli Amraam,
il Maverick, le Cluster... |
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Show finale con il decollo degli F16, che "solo per noi" hanno
acceso i postbruciatori. |
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General
Dynamics F16 "Fighting Falcon" |
L'F16, nelle versioni di volta in volta
schierate dall'USAF, è probabilmente il miglior "caccia"
esistente, di fatto ancor oggi preferito ai Raptor o
all'europeo EFA.
Nato dalle specifiche emesse negli anni sessanta dal
leggendario Maggiore John Boyd, eroe della Seconda Guerra
Mondiale, Corea e Vietnam, il nuovo velivolo doveva essere un
caccia leggero ed economico (allora come oggi era impensabile
poter equipaggiare tutti gli stormi col pesante e costosissimo
F15 "Eagle").
General Dynamics presentò il suo F16, per la prima volta
equipaggiato con sistemi di controllo "Fly By Wire", dove il
controllo di un computer permetteva di far volare un aeroplano
intrinsecamente instabile, e quindi molto più agile.
Inoltre, non a caso si scelse di motorizzare il nuovo caccia
con il medesimo turbofan Pratt & Withney F100 utilizzato
sull'F15 (che ne monta due), semplificando enormemente la
logistica. |
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Il caccia della General Dynamics fu preferito all'F17,
presentato dalla Northrop, che poi venne comunque assegnato
all'US NAVY con la sigla di F18 "Hornet".
Subito dopo il contratto con l'USAF, l'F16 si aggiudicò anche
il confronto per il nuovo caccia NATO (correva il 1975) in
competizione con il francese Mirage F.1 di Dassault.
Da allora il Falcon si è continuamente evoluto, adottando di
volta in volta le migliori e più avanzate soluzioni per
l'armamento e l'avionica.
Nei primi anni '90 General Dynamics, ritenendo che il Fighting
Falcon avesse esaurito il suo potenziale commerciale, ne
vendette licenza e programma di sviluppo alla Lockheed, poi
unitasi a Martin Marietta e oggi Lockheed Martin.
Invece, grazie anche alla possibilità di contenere il prezzo
d'acquisto proprio per le forti ordinazioni iniziali, il
Falcon è stato sino al 2006 venduto alle forze aeree di mezzo
mondo in più di 4.000 esemplari e probabilmente arriverà al
traguardo dei 5.000 prima del 2010. |
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Foto di gruppo con i piloti e i tecnici dell'USAF e il
gentilissimo Primo Maresciallo dell'AMI che ci ha
accompagnato. |
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